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Stevia

Stagionalità

La Stevia rebaudiana   

Abbiamo appena detto di quanto sostituire il caffè con la Maca possa rappresentare un grandissimo beneficio. Stesso parallelismo possiamo farlo tra lo zucchero e la Stevia, con la differenza che lo zucchero raffinato fa davvero malissimo al nostro corpo, senza avere alcuna proprietà positiva.

Se quindi proprio non possiamo rinunciare ad un tocco di dolce nelle nostre bevande o nelle nostre preparazioni, ricorriamo alla Stevia, nota fin dall’antichità ai popoli indigeni come “pianta dolce”.
La particolarità di questa pianta sta nel fatto che le sue foglie, sottoposte a processi di essiccazione naturale al sole, sono in grado di sviluppare un alto potere edulcorante, maggiore di circa 350 volte rispetto a quello dello zucchero che normalmente usiamo e a calorie zero! Il merito di questo potere dolcificante va attribuito ai due principi attivi che caratterizzano la Stevia: lo stevioside e il rebaudioside A, che maggiormente sono concentrati nelle foglie.
Alcune ricerche scientifiche riferiscono in modo particolare che lo stevioside è tra le 110 e le 270 volte più dolce del saccarosio, mentre il rebaudioside A tra le 150 e le 380 volte. Importante anche il rebaudioside C che ha un potere dolcificante variabile tra le 40 e le 60 volte quello del normale zucchero.

La Stevia ha poi proprietà importanti da un punto di vista alimentare, nutrizionale e sanitario in genere. Tanto per citare due importanti effetti, aiuta a ridurre il diabete e a tenere sotto controllo il problema sempre più rilevante dell’obesità infantile.

Inoltre ha effetti benefici a livello del pancreas e sviluppa un’azione antibatterica ed antifungina e sono al vaglio degli scienziati anche le sue proprietà contro l’iperattività, l’ipertensione e le indigestioni.


Per quanto riguarda le quantità di assunzione, la FAO e l'OMS hanno stabilito una "dose massima giornaliera" di 2 mg/kg peso corporeo di steviolo. Questo limite, nello studio della FAO, presenta un fattore di sicurezza 200, ossia è 200 volte inferiore alle quantità che possono essere considerate "eccessive" e dunque influenti negativamente sulla salute.

 
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